Mostra “Aldo Galli. Luci e astrazioni di città”

In Pinacoteca fino a domenica 16 novembre 2014

 

dove: Pinacoteca Civica, via Diaz 84, Como
quando: dal 13 aprile al 16 novembre 2014
orari: Martedì-Sabato: 9.30-12.30/14.00-17.00 – Domenica: 10.00-13.00 – Mercoledì orario continuato: 09.30-17.00 (escluso periodo 15 luglio-15 settembre) – Lunedì chiuso
ingresso: gratuito

E’ stata prorogata fino a domenica 16 novembre la mostra Aldo Galli. Luci e astrazioni di città che vede esposte oltre trenta opere realizzate fra gli anni Quaranta e Settanta da uno dei più significativi esponenti del razionalismo lariano: olii su tela, acquerelli, sculture e incisioni di matrice astratta da cui affiorano strutture architettoniche e frammenti di paesaggio urbano.

Questa “retrospettiva tematica” di Aldo Galli è organizzata nell’ambito del Festival della Luce dall’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – Gruppo IED Istituto Europeo di Design, in sinergia con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e l’Associazione organizzatrice del Festival, ed è curata da Roberto Borghi.

Aldo Galli realizza le sue prime opere con parvenze architettoniche all’inizio degli anni Quaranta. Alcuni dipinti Galli - Senza titolo 1942e acquarelli di questo periodo, infatti, presentano delle costruzioni articolate che  richiamano facciate di edifici e manifestano la ricerca di una spazialità particolarmente profonda, strutturata in base a una rigorosa prospettiva e scandita grazie a “pareti” convergenti.
Quando realizza questi dipinti Galli è un artista trentenne che ha dovuto accantonare l’intenzione di studiare architettura perché privo di mezzi economici, ha lavorato a lungo come decoratore per l’edilizia a Torino, ha conosciuto Giuseppe Terragni, dal cui carisma è rimasto vivamente impressionato, nello studio di Manlio Rho. Probabilmente per lo scultore e pittore lariano che, nel 1936, ha adottato un linguaggio pienamente astratto, «l’architettura è rimasta un sogno segreto», come scriverà l’amico Pier Luigi Gerosa nell’Omaggio ad Aldo Galli pubblicato nel 1983.
Le opere con pareti disposte in chiave prospettica su di uno sfondo vuoto, pervase da un clima vagamente metafisico, si infittiscono tra il 1947 e il 1950. Nei dipinti degli anni successivi le pareti si arricchiscono di dettagli, di fenditure e Galli - Senza titolo 1947varchi di accesso, si compattano sino a evocare aggregati di edifici e scorci urbani, e tendono a stagliarsi su abbozzi di paesaggi collinari. E’ possibile ipotizzare che, nei lavori realizzati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, le visioni – o forse meglio le allusioni – di piazze, paesaggi, edifici monumentali siano ispirate dallo sguardo sulla grande pittura del passato. In questo periodo infatti Galli si dedica al restauro di opere d’arte antica e trascorre molto tempo a studiare le tecniche e gli stili compositivi dei più importanti esponenti della tradizione italiana.
Uno scarto significativo nella realizzazione di opere “architettoniche” si avverte a partire dal 1957-1958. Fitte sovrapposizioni di forme oblunghe, al cui interno sono ritagliate aperture simili a finestre, sembrano richiamare in modo ancora più netto dei frammenti di paesaggi urbani contemporanei. In un olio su tavola del 1963 intitolato Composizione (Como), si staglia nitidamente una cupola che richiama quella della cattedrale del capoluogo lariano. Dal 1970 fino all’80, l’immaginario urbano si fa sempre più definito e, allo stesso tempo, tende a connettersi con il paesaggio – quasi sempre approssimativamente collinare – delineato sullo sfondo.Galli - Senza titolo 1977
A proposito delle visioni urbane di Galli, la critica ha parlato di “città del sole”, evocando  probabilmente sia la loro vicinanza alle raffigurazioni di città ideali di epoca moderna – La città del sole è il titolo del famoso trattato di Tommaso Campanella dato alle stampe nel 1602 – sia la natura intensamente solare della luce di cui sono pervase. Il cromatismo di Galli infatti è sempre caratterizzato da una luminosità calda, generata dalla combinazione di varie tonalità di giallo e di diverse gradazioni di rosso. Quasi la stessa luce che irrora i dipinti di paesaggi degli anni Trenta che precedono la svolta astratta.

 

Aldo Galli (Como 1906 – Lugano 1981) ha fatto parte del ristretto gruppo di artisti che in Italia hanno affrontato l’astrazione fin dagli anni Trenta: con lui, a Como, figurano Mario Radice, Manlio Rho, Carla Badiali, mentre a Milano sono attivi, presso la Galleria del Milione, Oreste Bogliardi, Virginio Ghiringhelli, Mauro Reggiani, Mario Soldati, Osvaldo Licini, Lucio Fontana e Fausto Melotti.
L’attenzione particolare dedicata alla scultura negli anni Trenta non fa passare in secondo piano  dipinti e incisioni dei decenni successivi (riprenderà la scultura solo negli anni Settanta) caratterizzati da un’estrema accuratezza formale e da un dinamismo compositivo che li fa stagliare nel panorama dell’arte astratta italiana.
Sue opere sono presenti nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, dei Musei Fiorentini, oltre che della Pinacoteca Civica di Como. La sua prima presenza in esposizioni internazionali data agli anni Cinquanta del ‘900. Sue opere sono state inoltre presentate in numerose rassegne sia in Italia sia all’estero, oltre che in prestigiose gallerie quali Artestruktura, Vismara e Arte Centro di Milano, Martano di Torino, La Colonna, Il Salotto e Lietti di Como.
La sua biblioteca e il suo archivio sono conservati presso la Biblioteca Comunale di Como.

A corollario della mostra si pone anche una installazione di Omaggio ad Aldo Galli realizzata dagli allievi del Corso di Arti Visive dell’Accademia Aldo Galli di Como in uno spazio particolare al secondo piano della Pinacoteca: Luca Raimondi ha creato sul fondo una composizione architettonica di elementi di legno che diventano incastri armonici; Luca Gandola ha dipinto sulla parete di sinistra uno scenario coloratissimo e Giulio Bonadeo ha tracciato sulla parete di destra un intreccio di linee in bianco e nero. L’insieme delle tre composizioni crea un “immaginario urbano” dove giocano dialetticamente luci ed ombre della città. All’ingresso della saletta vi è il modellino delle Torri Gemelle, simbolo della metropoli che si modifica, anche drammaticamente.

Orari     
Martedì-Sabato: 9.30-12.30/14.00-17.00
Domenica: 10.00-13.00
Mercoledì orario continuato: 09.30-17.00 (escluso periodo 15 luglio-15 settembre)
Lunedì chiuso

Ingresso 
Gratuito

Pinacoteca Civica
Via Diaz 84, Como
tel. 031 269869
musei.civici@comune.como.it

 

Per informazioni stampa: Ufficio Cultura Comune di Como tel. 031.252057 / 252451