Mostra Ikat|Chiné, decorare il tessuto

Alla Fondazione Antonio Ratti dal 21 novembre 2014 – 21 giugno 2015

 

quando: dal 21 novembre 2014 al 21 giugno 2015 / inaugurazione giovedì 20 novembre 2014 alle 18.30
dove: Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota, Via per Cernobbio, 19 Como
orari: dal 21 novembre 2014 al 30 aprile 2015 lunedì – venerdì 10.00 – 13.00 / 14.30 – 17.30
dal 1 maggio al 21 giugno 2015 lunedì – venerdì 10.00 – 13.00 / 14.30 – 17.30 sabato – domenica 11.00 – 18.00
ingresso libero

Dal 21 novembre 2014 al 21 giugno 2015 la Fondazione Antonio Ratti, presenta la nuova mostra del Museo Studio del Tessuto Ikat/Chiné, decorare il tessuto, a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como.

ikat_homeIkat e chiné sono due termini forse enigmatici per un pubblico non specializzato, che identificano disegni bellissimi dai contorni “sfumati”. Questo particolare effetto trae origine da un’antica tecnica di tintura dei tessuti utilizzata in Paesi lontani tra loro.

Dopo la mostra Damaschi. Contrasti di luce dello scorso inverno, che presentava la tecnica di realizzazione dei tessuti operati con pezzi dal Cinquecento ai primi del Novecento, il MuST propone un allestimento per conoscere l’ikat, tecnica di tintura per riserva di antica origine orientale e lo chiné, la sua moderna interpretazione europea.
Nell’ikat i disegni dai contorni sfuocati sono ottenuti proteggendo parzialmente con una stretta legatura i fili di ordito o di trama. I successivi bagni di colore, che interessano solo le aree non protette dei fili, costituiscono un tipico esempio di tintura “a riserva”. Solo allora si procede alla preparazione del telaio utilizzando i fili che risultano quindi già “disegnati”.
Lo chiné europeo del Settecento riprende questa tecnica; a partire dal primo Ottocento, per ridurre tempi e costi di esecuzione senza rinunciare al fascino dell’effetto sfuocato, si ricorre alla stampa diretta dei fili d’ordito, procedendo poi nella tessitura.

Dalle collezioni del MuST provengono: sontuosi capi maschili dalle sgargianti fodere di cotone stampato, testimonianza di autentici tessuti ikat afgani della fine dell’Ottocento; taffetas lionesi del Settecento in cui la medesima tecnica, chiamata in Francia chiné a la branche, crea motivi floreali dai delicati colori molto in voga alla corte di Maria Antonietta; campioni di tessuto, oltre ad abiti provenienti da collezioni private, che rappresentano la produzione francese e italiana della fine dell’Ottocento e del Novecento. Lavoro di infinita pazienza manuale alle sue origini, interpretato in chiave industriale in Europa a partire dall’Ottocento, lo chiné é oggi vanto di alcune manifatture comasche che per l’occasione presteranno alla mostra tessuti stampati su ordito, realizzati negli ultimi decenni, per rispondere alle esigenze dell’alta moda internazionale.

Alcuni filmati illustreranno al pubblico il procedimento di realizzazione dell’ikat, ancor oggi praticato a livello artigianale in alcuni paesi orientali.
novembre 2014


info:

Fondazione Antonio Ratti
Villa Sucota
Via per Cernobbio, 19
22100 Como
t.: +39 0313384976
info@fondazioneratti.org