Lavori in corso

NUOVO STUDIO DEL CARRO DELLA CA’ MORTA

Uno dei reperti più conosciuti del Museo Archeologico di Como è il carro protostorico scoperto nel 1928 ncarroella necropoli della Ca’ Morta. Si tratta di un carro da parata, con una ricca decorazione in lamine di bronzo, che era stato deposto in una tomba databile al 500-450 circa avanti Cristo. Visto l’oggetto e gli altri elementi raccolti, si può ritenere che la tomba, che purtroppo non fu scavata in modo scientifico, contenesse i resti di un personaggio di grande importanza, quasi sicuramente una donna.
Cavatori di ghiaia si imbatterono infatti in una camera sotterranea coperta da una grande lastra di pietprima del rimontaggiora, da cui estrassero un vaso e un bacile in bronzo, alcuni monili e molti elementi in bronzo e ferro che furono poi riconosciuti come pertinenti a un carro. Purtroppo il recupero avvenne in modo impreciso e non ci si rese conto dell’importanza del ritrovamento, a tal punto che gli scavatori scelsero solo gli oggetti che seSONY DSCmbravano più preziosi, e ne dispersero molti altri.  Grazie all’intervento del personale del Museo Civico i frammenti furono però raccolti e in breve tempo si giunse a una ricostruzione del Carro, proprio quella che ancora oggi è visibile in Museo, sotto la direzione dell’arch. Luigi Perrone e dell’archeologo Ettore Ghislanzoni, ricreando le parti in legno che non si erano conservate e applicando su di esse gli elementi metallici originali.

Quattro le ruote, del diametro di cm 96, con un resistente cerchio in ferro fissato a caldo apparentemente senza l’uso di chiodi a rinforzo della ruota in legno, e raggi rivestiti da elementi tubolari in bronzo. Una zopertura mozzolamina bronzea, sbalzata e sagomata, rivestiva anche il mozzo, il cappello che copriva l’estremità dell’asse era fissato da un chiodo (acciarino) con testa a mezzaluna e, come altre parti soggette a più forti sollecitazioni, era in bronzo fuso.  Lamine decorate con cordoni a rilievo e cerchielli sbalzati rivestivano quasi tutte le parti lignee, gli assi, i margini della cassa, parti del timone, ecc. La cassa era sostenuta e circondata da file di colonnine a globetti sovrapposti, in bronzo fuso di misure diverse.  Nonostante alcune difficoltà interpretative, era parso subito chiaro che il carro doveva essere dotato di un dispositivo di sterzo mobile, di cui non sono rimaste tracce, inoltre non si è potuto chiarire il sistema di traino.
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Poiché il carro presenta molte somiglianze con alcuni esemplari dello stesso tipo rinvenuti nell’area della Cultura di Hallstatt, ad esempio quello che fungeva da letto funebre per la cosiddetta Dama di Vix, presso la località di Mont Lassois, in Borgogna (Francia), o gli esemplari rinvenuti nel Tumulo 7 di Diarville, in Lorena (Francia), una équipe di studiosi guidSAM_2973ata dal prof. Bruno Chaume, Direttore del programma internazionale « Vix et son Environnement » e incaricato del CNRS francese (Centre national de la recherche scientifique) ha intrapreso un nuovo studio del manufatto e del corredo della intera Tomba.
Per indagare le analogie con altri reperti sempre di area hallstattiana ma provenienti dall’attuale territorio tedesco (quali la tomba principesca di guerriero celtico di Hochdorf e i materiali da Heuneburg, nel  Baden-Württemberg) il gruppo di studio si è allargato con l’inclusione dei professori Christopher Pare e Markus Egg, esperti di archeologia celtica dell’Università Johannes Gutenberg, Institut für Altertumswissenschaften, e del Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz.SAM_2975
Gli studiosi francesi hanno già effettuato diverse settimane di lavoro nella sede di Como, realizzando fotografie, disegni in scala e rilievi tecnici dei reperti, nonché alcuni sopralluoghi esterni nelle zone di ritrovamento dei materiali. Un incontro tra tutti gli studiosi coinvolti, il Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia, dr. Filippo M. Gambari, l’ispettrice responsabile della zona di Como, dr.ssa Lucia Mordeglia, la conservatrice del Museo di Como, dr. Marina Uboldi, ed esperti restauratori, svoltosi nello scorso mese di ottobre, ha gettato le basi per un progetto ancor più completo di intervento, che avvalendosi delle nuove tecnologie multimediali porterà ad una ricostruzione virtuale del manufatto, ad una pubblicazione a stampa, e si auspica anche ad un nuovo restauro, che possa proporre una ricostruzione più attendibile di quella oggi esposta in Museo.

 

Per saperne di più – Bibliografia

G. BASERGA 1929, Tomba con carro e altre scoperte alla Ca’ Morta, in RAC, 1929, pp. 25-94.
E. GHISLANZONI 1930, Il carro di bronzo della Ca’ Morta, in RAC, 1930, pp. 3-25.
R. DE MARINIS 1981, Il periodo Golasecca IIIA in Lombardia, Bergamo.
AA.VV. 1987, Vierradinge Wagen der Hallstattzeit, Untersuchungen zur Geschichte und Technik, Mainz.
M. EGG, A. FRANCE-LANORD 1987, Le char de Vix, Mainz.
AA.VV. 2000, Zeremonialwagen: Statussymbol eisenzeitlicher Eliten, in Jahrbuch des Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz, 46, 1999.

 

 

Nella sala 0.13  della Pinacoteca Civica è in corso la ricostruzione del contesto originario dell’affresco rinascimentale raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Cosma e Damiano, proveniente dall’omonima chiesa, ora sconsacrata, sita in prossimità della basilica di Sant’Abbondio a Como.
Il dipinto murale, strappato alla fine del XIX secolo e donato al Museo per volontà del vescovo, faceva parte di una campagna di rinnovamento decorativo che aveva interessato l’area presbiteriale dell’edificio romanico e costituiva la pala d’altare. Nel corso dei lavori coordinati negli anni ’90 dal Comune di Como volti ad eliminare le superfetazioni che avevano consentito la riduzione della chiesa ad abitazione, furono rinvenuti i frammenti superstiti del ciclo pittorico, la cornice in cotto della pala d’altare asportata e gli stemmi del committente.

altare SS.Cosma e Damiano 003      nr. 06 MADONNA COSMAeDAMIANO

 

Proseguono i lavori di allestimento della sala dedicata al Rinascimento a Como
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