Archeologia. Vecchi ritrovamenti, nuove ricerche

Ciclo di conferenze al Museo Archeologico

 

“I Musei, oltre a raccogliere e conservare le testimonianze materiali e artistiche, devono svolgere anche un’attività di studio continuo per approfondire la conoscenza dei reperti e devono soprattutto esporre e comunicare al pubblico i risultati di queste ricerche. Da queste premesse – spiega Luigi Cavadini, assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi – nasce un ciclo di conferenze dedicato al tema dell’archeologia che prenderà il via nei prossimi giorni”.
Al Museo Archeologico Paolo Giovio si lavora sui reperti provenienti dal passato più antico della città e del territorio, cercando di ricostruirne la storia e i significati, ci si dedica ai nuovi ritrovamenti, ma si indaga con metodi innovativi anche su rinvenimenti del passato, grazie alle possibilità che ci offre la moderna tecnologia.
Attraverso tre incontri verranno presentati al pubblico i risultati di nuove ricerche su ritrovamenti “vecchi” ma che non finiscono mai di parlarci.
Tutti gli incontri si terranno nella Sala Barelli del Museo Archeologico, con ingresso libero.

 

Giovedi 30 aprileScanImage27
ore 17.30
La tomba del carro della Ca’ Morta. Storia di un eccezionale ritrovamento e aggiornamenti sullo studio
Marina Uboldi – Civico Museo Archeologico di Como

Il primo incontro è dedicato ad un reperto di grandissima importanza quale il carro protostorico della Ca’ Morta, un veicolo a quattro ruote con ricche decorazioni in bronzo, che era stato deposto in una tomba femminile principesca della necropoli di Como, intorno al 500 avanti Cristo. Un nuovo studio di questo eccezionale reperto, unico per tipologia in Italia settentrionale, in corso da parte di una  équipe internazionale di studiosi (francesi, italiani e tedeschi) sta mettendo in luce i rapporti tra il carro della Ca’ Morta e l’area centro-europea dominata dalla cultura Hallstattiana. I risultati della ricerca porteranno  a  una ricostruzione del pezzo più attendibile di quella oggi esposta in Museo e risalente al 1930: dapprima essa verrà proposta in modo virtuale, quindi si auspica possa preludere ad un nuovo restauro e ad un nuovo allestimento del carro.

Giovedì 7 maggio050
ore 17.30
Coltivare, allevare, conservare. L’alimentazione antica e i reperti archeologici e archeobiologici dei Musei di Como
Mauro Rottoli – Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como

Nell’anno di Expo, in concomitanza con l’inizio della grande esposizione dedicata al nutrimento dell’uomo, il Museo Archeologico di Como vuole mettere in evidenza le attività di ricerca che in esso si svolgono dedicate proprio al tema dell’alimentazione antica.
Ai Musei Civici fa capo infatti il Laboratorio di Archeobiologia, che si occupa dello studio dei resti biologici (botanici, zoologici e umani) provenienti dagli scavi archeologici e dei materiali organici pertinenti a beni di interesse storico-artistico (legno, tessuti, ecc.). Uno dei temi di studio e approfondimento su cui il Laboratorio è stato più attivo negli ultimi decenni è quello che riguarda le coltivazioni e l’alimentazione antica, grazie alle numerosissime analisi compiute sui residui di vegetali e animali recuperati da scavi archeologici sia nell’ambito provinciale che più in generale sul territorio italiano.
Il tema guida di Expo 2015 fornisce quindi l’opportunità di illustrare alcune problematiche dell’alimentazione antica, sia di origine vegetale che animale.
La riflessione su alcuni reperti esposti in Museo ci aiuterà anche ad osservarli con occhi nuovi, da punti di vista diversi rispetto a quelli cronologici o storici cui siamo maggiormente abituati,  ad esempio sotto l’aspetto della funzionalità o sulla base dei risultati delle analisi scientifiche che hanno permesso di risalire alle tracce dei cibi in essi contenuti.

Martedì 12 maggio
ore 17.30PlongeeFouilleSubaquatiqueLacLeman1854AD
“Storie sommerse”, ricerche sulla palafitta di Bodio centrale (Lago di Varese) a 150 anni dalle prime scoperte
Barbara Grassi – Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Claudia Mangani – Museo Civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda

La zona del Lago di Varese, che nell’Ottocento faceva parte della Provincia di Como, ha dato i primi ritrovamenti lombardi di palafitte ed è stata teatro delle prime ricerche preistoriche ad opera di famosi ricercatori come Antonio Stoppani, Edouard Desor, Gabriele de Mortillet. Questi rinvenimenti, che mettevano in luce un mondo preistorico ancora sconosciuto,  suscitarono vivi dibattiti ed ebbero forti eco nelle comunità scientifiche e culturali dell’epoca. Grazie agli studiosi citati e a personaggi come l’abate G. Ranchet e Innocenzo Regazzoni, i reperti rinvenuti in questi villaggi andarono ben presto a costituire i primi nuclei dei Musei di preistoria lombardi, accolti da grandissimo entusiasmo scientifico: pensiamo che  nel Museo di Como, per esporre la collezione dei reperti raccolti dal Regazzoni, si dipinsero addirittura sulla parete della Sala la carta topografica del Lago di Varese e la planimetria dei pali lignei rinvenuti.
Queste stesse località sono state recentemente inserite nel “Sito UNESCO delle Palafitte preistoriche dell’Arco Alpino” che ne valorizza e promuove il patrimonio archeologico.
Le studiose Barbara Grassi, della  Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, e Claudia Mangani,  del Museo Civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda,  illustreranno quindi i risultati di 150 anni di ricerche sul tema delle palafitte e come le conoscenze su questo tema si siano ampliate, anche grazie allo sviluppo tecnologico, che ci permette di indagare i siti subacquei e analizzare e conservare sempre meglio manufatti deperibili come quelli in legno.

 

Info:
031 252550
musei.civici@comune.como.it