La Virgo Advocata in prestito al Mart

Dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014

 

VergineUno dei dipinti più noti della Pinacoteca Civica di Como, la Virgo Advocata, è stata concessa in prestito per una mostra su Antonello da Messina, organizzata dal MART di Rovereto  con la Regione Siciliana e la casa editrice Electa.
Il quadro sarà esposto a Rovereto dal 5 ottobre al 12 gennaio. Il progetto espositivo, a cura di Ferdinando Bologna e Federico De Melis (con la collaborazione di Maria Calì e Simone Facchinetti), propone un’indagine articolata e uno sguardo originale sulla figura del grande pittore del Quattrocento e sul suo tempo. Alla realizzazione della mostra partecipano alcune tra le più importanti istituzioni culturali come i musei della Regione Sicilia, la Galleria Borghese di Roma, i Musei Civici di Venezia, la Fundación Colección Thyssen Bornemisza di Madrid, il Philadelphia Museum of Art, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, la National Gallery di Londra.

Virgo Advocata
L’opera (un olio su tavola di cm 57,3×38,9) fu donata ai Musei Civici nel 1905 da Giovanni Antonio Galli di Rondineto, che la acquistò in Spagna prima del 1871, come attesta l’indicazione nell’elenco manoscritto del lascito “Ritratto di monaca. Scuola del ‘400. Autore ignoto, acquistata in Spagna”. La tavola, che reca sul retro un bozzetto di cultura goyesca, vanta un bagaglio critico molto vasto ed è ancora al centro di una disputa appassionata sull’autore, che la mostra del MART contribuirà ad alimentare. All’esposizione postbellica di Como del 1945 (Mostra di Pittura Sacra nel Civico Museo, dicembre 1945 – gennaio 1946) fu attribuita a un ignoto artista fiammingo del ‘400. Nel 1953, recensendo la mostra Antonello da Messina e la Pittura del Quattrocento in Sicilia, Roberto Longhi su “Paragone” la mise a confronto con le teste delle Clarisse nel San Francesco che consegna le regole di Colantonio (Napoli, Capodimonte), pala nella quale avvertiva il forte influsso della cultura del pittore valenciano Jacomart, allora attivo alla corte di Alfonso d’Aragona. Nel 1964 Raffaello Causa, sul fascicolo dedicato a Antonello da Messina de I maestri del Colore, la ritenne “forse opera di Jacomart”. Nel 1966 Liliana Castelfranchi Vegas l’assegnava genericamente a un pittore di origine iberico-napoletana. Nel 1977 Ferdinando Bologna nel volume Napoli e le rotte mediterranee della pittura da Alfonso il Magnanimo a Ferdinando il Cattolico, la riferì direttamente a Antonello da Messina per la “sottile intelligenza luminosa, spaziale e cromatica”. L’attribuzione ebbe seguito e fu condivisa da Fiorella Sricchia Santoro (1981, 1986, 1987) e da Rosanna De Gennaro (1981). L’attribuzione al giovane Antonello, ancora nella bottega di Colantonio e influenzato da Jacomart, fu ripresa anche da Fausta Navarro (1987), Paola Santucci (1992), Anna De Floriani (1997), Pierluigi Leone de Castris (1997), Gioacchino Barbera (1998). Pier Luigi De Vecchi nel 1981 la attribuì alla mano di un pittore di Valencia.  Rimasero in dubbio tra Napoli e la Spagna nel 1993 Luciana Arbace nel catalogo completo su Antonello e Dominique Thiébaut nel catalogo della mostra parigina dedicata al Cristo alla colonna; mentre Chiara Savettieri nel catalogo su Antonello del 1998 sostenne l’ipotesi della provenienza iberica.  Nella sala della Pinacoteca, l’opera è esposta con il titolo Virgo Advocata e con l’attribuzione a Jacomart Baço e Pere Joan Reixach, per le convincenti argomentazioni apportate negli studi compiuti da Mauro Natale e  Gennaro Toscano per la mostra El Renacimiento Mediterraneo. Viajes de artistas e itinerarios de obras entre Italia, Francia y Espaňa en el siglo XV, tenutasi al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid nel 2001; e da Mauro Lucco per la mostra Antonello da Messina, l’opera completa, tenutasi alle Scuderie del Quirinale di Roma 2006. Accanto all’iconografia dell’Annunciata, soggetto secondo il quale l’opera era sempre stata conosciuta, Mauro Natale e Gennaro Toscano vi lessero anche quella della Madonna a mezzo busto senza Bambino e della “Veronica” della Vergine, un tipo di rappresentazione diffuso principalmente in Provenza, Catalogna e nella regione valenciana.
Nel 2002 Viktor Schmidt e Anneke De Vries (A Fifteenth-Century Head of the Virgin in Como, in “Aux Quatre Vents”. A Festschrift for Bert W. Meijer,  a cura di A. W. A Boschloo, E. Grasman, G. J. van der Sman) formularono l’ipotesi che l’età non più giovane della Madonna e il velo caratteristico delle donne sposate consentissero di identificare l’iconografia della Virgo Advocata, una Madonna che intercede per i fedeli. In base al confronto stilistico con il retablo di Santa Ana a Játiva di Pere Joan Reixach, l’opera è databile attorno al 1452.
tratto da: M.L. Casati, Civiche collezioni d’arte di Como. Recuperi, scoperte, ricerche, restauri e allestimenti, in RAC 189, 2010, pp. 148-149