Rientrato in Pinacoteca il ritratto di Niccolò Leoniceno

Uno dei ritratti più singolari della collezione di Paolo Giovio

 

Con la conclusione della mostra Rinascimenti eccentrici, che il Castello del Buonconsiglio di Trento ha allestito da luglio a ottobre, rientra in Pinacoteca a Como il ritratto dell’umanista e medico Niccolò Leoniceno, riprendendo la consueta collocazione  nella sala 0.12, dedicata alla collezione gioviana.  Dopo essere stata ammirata da più di 70.000 persone nella mostra trentina, l’opera ritorna ora al pubblico comasco. Il dipinto, in cui il vegliardo di novantatre anni è accuratamente descritto, fu realizzato nella primavera del 1521 dal pittore Dosso Dossi.

La vicenda della realizzazione dell’opera è documentata con precisione. Il 17 febbraio 1521 Paolo Giovio, tramite nr. 13 ritratto di Niccolò Leonicenol’emissario degli Estensi a Firenze, richiede al Duca di Ferrara il ritratto dell’umanista. Dopo due solleciti, il 28 marzo, Alfonso d’Este risponde a “messer Paulo Iovio” che: “non havemo voluto che si dipinga troppo in fretta ma a commodo et voglia del pictore per mandare cosa ben facta e fra pochi dì sarà fornita e mandremolo”. Il 2 giugno Paolo Giovio ringrazia il Duca del “rarissimo e incomparabile presente del ritratto del Leoniceno” e invia copia delle sue Historiae  al Duca e allo stesso Leoniceno. Il ritratto è realizzato dunque tra il marzo e il maggio 1521, in un momento in cui il pittore si sta dedicando anche alla realizzazione dei dipinti per la camera da letto del duca.

I fratelli Dossi  sono citati dall’Ariosto nel XXXIII canto dell’ Orlando Furioso tra i pittori “di quai la fama sempre starà fin che si legga e scriva” al pari di Leonardo, Mantegna, Bellini, Michelangelo, Raffaello, Sebastiano del Piombo  e Tiziano. Dosso, il più famoso dei fratelli Dossi, raggiunse gloria, fortuna ed ebbe commissioni dalle più importanti corti rinascimentali italiane.  La mostra, allestita in quelle stesse sale che tra il 1531 ed il 1532  lo videro protagonista a Trento assieme al fratello Battista nella decorazione del Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio, ha raccontato  lo straordinario percorso di questo eccentrico pittore del Rinascimento,  tracciandone le tappe artistiche dalla corte di Alfonso d’Este a Ferrara, a quella della duchessa Eleonora d’Urbino a Pesaro, fino a Trento al servizio del principe vescovo Bernardo Cles.

La scheda del dipinto è consultabile sul sito Lombardia Beni Culturali, il portale regionale del patrimonio culturale.

 

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