Un’opera di Rudolf Stingel esposta in Pinacoteca

E’ stata collocata nella Sala Ritratti

 

rudolf stingel

Dopo essere stata esposta per alcuni mesi nel salone principale, l’opera di Rudolf Stingel “Untitled”, è stata ora collocata nel percorso espositivo permanente della Pinacoteca civica, nella sala Ritratti.
L’opera, un olio e smalto su tela realizzato nel 2009, è stata acquisita dai Musei Civici su disposizione del ministero della Giustizia a sequito di un sequestro effettuato alla dogana cittadina.

 “Con l’inserimento di Stingel nella sala dei Ritratti – spiega la dottoressa Letizia Casati, conservatrice dellSala Ritratti Pinacoteca Civica Comoa Pinacoteca civica – avviamo un processo di nuova lettura del patrimonio d’arte della città. In particolare si inaugura un discorso di contaminazione espositiva tra opere d’arte antica e di arte contemporanea, che per soggetto o tecnica esecutiva mostrino caratteri di affinità o di netto contrasto.
L’accostamento ha lo scopo di sollecitare il pubblico a interrogarsi in maniera meno scontata sul fenomeno della produzione dell’opera d’arte.

Il quadRitratto di gentiluomo di casa Gallioro di Stingel, oltre ad essere di grande qualità e di un importante autore contemporaneo, presenta una texture che, ad evidenza, riprende i motivi impiegati nei pizzi usati per guarnire gli abiti da cerimonia della nobiltà seicentesca. Nella sala Ritratti sono presenti personaggi della nobiltà comasca, che indossano abiti impreziositi da tali ornamenti alle maniche e ai colli.

 

La visione può pertanto esercitare lo straniante fenomeno di riportare il visitatore, attraverso un’immagine, da un’epoca storica apparentemente conclusa al linguaggio della contemporaneità”.

Rudolf Stingel “L’artista, che vive tra New York e Merano, sua città d’origine, tanto schivo e riservato nel privato, quanto spettacolare e “ingombrante” nel lavoro, è tra coloro che hanno contribuito a trasformare il concetto stesso di pittura – scrive il critico Daniele Perra – Tra il 2006 e il 2007 nella galleria Massimo De Carlo a Milano ha rivestito il pavimento con una moquette su cui era stampata l’immagine in bianco e nero di un tappeto persiano. Qualche anno dopo alla Neue Nationalgalerie di Berlino ha trasformato radicalmente l’edificio progettato da Mies van der Rohe rivestendo il pavimento con un tappeto gigante. Ora si è spinto oltre. Nella mostra monografica che quest’anno Palazzo Grassi a Venezia dedica all’artista (fino al 31/12/2013) i 5000 metri quadrati dell’edificio sono stati letteralmente ricoperti di moquette che riproduce un tappeto orientale. I pavimenti e le pareti dell’atrio, del primo e secondo piano sono stati trasformati in una superficie senza soluzione di continuità su cui sono stati installati una trentina di dipinti, realizzati tra il 1990 e il 2012 e tutti rigorosamente senza titolo. L’intervento di Stingel rimanda alla storia di Palazzo Grassi, alle influenze orientali sulla città lagunare, “allo studio viennese di Sigmund Freud, caratterizzato da diversi tappeti orientali stesi sul pavimento, sulle pareti, sul divano e sul tavolino” e quindi al richiamo della cultura mitteleuropea di cui l’artista si è nutrito. Ma ciò che più conta è entrare nel palazzo e farsi avvolgere da una dimensione straniante. E per la prima volta, calpestare letteralmente l’opera. Perché anche il passaggio dei visitatori renderà l’opera unica, prima di essere definitivamente distrutta”.

 

Pinacoteca Civica, Palazzo Volpi
Via Diaz 84, Como
031/2525550
musei.civici@comune.como.it

Orari di apertura
Martedì-Sabato: 9.30-12.30/14-17
Mercoledì orario continuato: 9.30/17
Domenica: 10-13
Lunedì: chiuso