La Sezione Etnografica

Oggetti di tipo etnografico, testimonianze della cultura locale a vari livelli compaiono nei cataloghi del Museo fin dai primordi; dopo l’allestimento della sezione Risorgimento nel 1932 nelle sale al piano nobile del palazzo affacciate sulla piazza era seguito, negli anni seguenti, quello delle altre sale allo stesso piano del palazzo, per la maggior parte affacciate all’ampio cortile e porticato. La sezione trovò una sistemazione organica solo nel 1968; la disposizione di allora è ancora in gran parte quella odierna.

Il percorso parte dalla Sala Duomo, dominata dai calchi in gesso dei podii di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, fatti eseguire attorno al 1911 dall’arch. Federico Frigerio. Questa sala e la successiva, Sala Rovelli, sono attualmente utilizzate per esposizioni temporanee.

La Sala Manzi conserva testimonianze relative ai secoli XVII-XIX, con particolare riguardo all’abbigliamento, sia dei nobili sia dei popolani. Di notevole pregio una spinetta settecentesca appartenuta al maestro Pasquale Ricci. Nel 2010, in seguito ad un importante intervento di restauro, lo strumento è stato spostato, per motivi di miglior fruibilità, nella Sala Barelli del Museo Archeologico.

La Sala Olginati, o Sala Verde, così chiamata per il colore predominante, è un salottino dell’ottocento, come quello che aveva proprio qui l’antico proprietario del palazzo, compresi i soprammobili di porcellana e i quadri di famiglia. Le decorazioni parietali ottocentesche, inalterate, sono venute in luce in occasione del restauro del soffitto negli anni ’60.

La Sala De Orchi raccoglie materiali eterogenei, perlopiù accessori legati all’abbigliamento, dei secoli XVII-XIX.

La Sala Masier o Sala Rossa, così chiamata per il colore predominante, presenta una notevole decorazione parietale completamente riscoperta in occasione del restauro del soffitto negli anni ’60.

Due sale, fuori percorso, ospitano pizzi e ricami, con opere dal XVII al XIX secolo, e un notevole Presepe napoletano del XVIII secolo.