Novecento

scalone, Marcello Nizzoli, pannelli fotoceramiciLa Sezione, collocata al secondo piano del palazzo, è introdotta dai pannelli fotoceramici di Marcello Nizzoli, che avrebbero dovuto decorare la facciata della Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, ma furono rifiutati dalla committenza pubblica a causa del loro carattere poco celebrativo.
Questa sezione documenta, attraverso immagini fotografiche, dipinti, sculture e prototipi d’arredo, i momenti salienti della creatività  artistica nel corso del XX secolo a Como, dal Futurismo di Antonio Sant’Elia (2.1) al Razionalismo di Giuseppe Terragni (2.2), al fenomeno dell‘Integrazione delle Arti, tentato precocemente nella città  lariana (2.3), come testimoniano ad esempio la collaborazione tra Terragni e Radice nella Casa del Fascio (1932-1936) e di Ico Parisi e Radice per Villa Bini (1952-53. Due sale sono dedicate ai maggiori rappresentanti dell’Astrattismo comasco (2.4, 2.5): Mario Radice, Manlio Rho, Carla Badiali e Aldo Galli.

Sala 2.6Una sala è dedicata ai pittori figurativi (2.7), ancora il genere del paesaggio, sviluppato ampiamente nel primo dopoguerra, permette di cogliere le diverse anime della tradizione lombarda: dal Post-impressionismo, alla Metafisica, al Novecento. I luoghi, più che osservati in maniera realistica diventano metafora delle inquietudini, delle aspirazioni, delle ansie e dei sogni dell’uomo/artista che vive in un periodo di grandi speranze, propagandate dal Fascismo, ma anche di grandi delusioni seguenti al primo conflitto mondiale.

Ampiamente documentata è infine la figura di Ico Parisi, originale protagonista della cultura italiana e comasca, il cui lavoro abbraccia vari ambiti e si serve delle tecniche più disparate tra cui: video, fotografia e istallazioni.